Si, la primavera è alle porte. Lo senti su di te, lo osservi nel tempo , nella natura. Ed allora ti prepari con altre aspettative, con altre sensazioni, che ti sembrano quelle giuste, che ti fanno fare dei voli, di cui per tanto tempo avevi perso il ricordo, dimentico di come prendere lo slancio. Ed allora uno sguardo, un sorriso, una stretta di mano ti sembrano quelli definitivi, perchè troppo evidenti, troppo concreti. Ti trovi come color che son sospesi e avverti una leggerezza di altri tempi, di altri incontri, di altri progetti. Ma cos'é che ti spinge a sperare che il traguardo é vicino?. Forse l'atmosfera, il sole, l'ottimismo facile? O é il desiderio di trovare, finalmente la fine del tunnel lungo undici anni,di buio, insicurezza e lotte, lotte sempre più aspre, che tendono a scavare una voragine nella tua fede nel domani e ti costringono a riprendere la rincorsa, sempre, alla fine di un percorso, che ti sembrava quello definitivo, quello, che ti avrebbe mostrato, finalmente, dopo la curva, il traguardo, anche se quello non si sarebbe trovato ai cento metri, ma più in là. Comunque si sarebbe materializzato dopo l'ennesimo sforzo, dopo un altro metro di paziente attesa nella corsa ormai alla fine.
Sarebbe facile disperare, ma tutto ciò che é facile parla di sconfitta, accomadamento, di rinuncia... ed io sono ormai troppo legato alla lotta. Perchè la lotta ti dimostra che sei vivo, che puoi sempre ripartire per quel traguardo, o un altro poco importa, ma sempre con la possibilità di raggiungerlo.